Eccomi qua, ho voluto provare anche quest’avventura!

Devo ammettere che è stata una faticaccia, ma ho imparato molto.

Ho imparato che stare dall’altra parte del tavolo ti espone ed allo stesso tempo ti protegge, e ho visto che gli sguardi a volte curiosi a volte indifferenti delle persone che ti passano davanti sono lo specchio di ciò che è la realtà.

E’ come vedere un acquario (passatemi il paragone) dove piccoli o grandi gruppi, o persone sole passano e quasi galleggiano nel guardarsi intorno, nello scoprire profumi e colori e sapori diversi. Dall’altra parte del tavolo è un susseguirsi di varietà, voci frammentate, luci che declinano.

Stare a stretto contatto con altri fieristi insegna che gli spazi sono sempre troppo piccoli, ma la confidenza è tale che crei una squadra pronta ad intervenire se qualcuno ha bisogno. E’ una complicità e senso di appartenenza, perchè le fiere sono un’incognita. Ci possono essere persone, tante, o pochissime. Puoi vendere a ritmo continuo o non vendere affatto; 12 ore al lavoro e non puoi sentire la fatica, oppure puoi sentirla solo per capire che devi diventare più forte.

Ed è ciò che farò.

Voglio diventare più forte, imparare dalle esperienze, e capire dove convogliare le mie energie, perchè sono preziose e devono essere dedicate nel modo migliore e nel contesto migliore.

Sto facendo le prove di un abito, e troverò quello che mi calzerà perfettamente, anche se… il corpo, così come Scintilla, mutano continuamente, quindi gli abiti cambiano, si perfezionano, si gettano e si ricompongono.

Continuamente.

Ne è valsa la pena.

 

Colori di Primavera…la prima fiera di Scintilla!
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